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Innovazione, Start Up

NA Startup, la community continua ad accelerare!

Conosciamo già da un po’ NA Startup, punto di riferimento per chiunque ha voglia di innovazione nel sud Italia. Non solo una community, ma molto di più, un posto virtuale e reale dove tutti possono partecipare all’accelerazione di nuove idee.

Proprio sul concetto di comunità si fonda la filosofia che porta, ormai da più di due anni, il fondatore di NA Startup, Antonio Prigiobbo, a riunire sotto lo stesso tetto startupper, investitori e curiosi da tutta Italia.

Parliamo di questo e di altro con Giovanna D’urso, che ha incontrato il progetto NA Startup e non ne ha voluto più fare a meno.

Ciao Giovanna, prima di tutto raccontaci un po’ chi sei e cosa fai

Sono giornalista e blogger alla continua ricerca di ispirazione. Ho iniziato scrivendo di cronaca e politica locale,  poi  diverse esperienze lavorative e formative  mi hanno fatto avvicinare al mondo dell’innovazione e delle startup. Da più di anno supporto NAStartUp con Antonio Prigiobbo e Roberta Madonna.

Come hai conosciuto il mondo NAStartUp?

Ho conosciuto per la prima volta NAStartUp al Contamination Lab Napoli, un percorso formativo dell’Università Federico II  con l’obiettivo di favorire la nascita di startup e nuove imprese. Ho iniziato poi a frequentare gli appuntamenti mensili di NAStartUp e tra un pitch e un drink ho ho deciso di farne parte in maniera attiva. Il punto di forza di NAStartUp è l’essere una community che funziona perché tutti possono dare il loro contributo. Proprio questo fattore ha reso NAStartUp uno dei principali punti di riferimento per chi fa e vuole fare innovazione nell’intero panorama italiano delle startup. Ce lo dimostra il fatto che startup da tutta Italia si candidano per poter presentare la propria idea o progetto ai nostri appuntamenti mensili frequentati da giornalisti, venture capital, business angel, imprenditori e ovviamente startupper.

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Quanto contano iniziative del genere per chi fa o vuole fare innovazione?

Come ho accennato organizziamo ogni mese un appuntamento gratuito e aperto a tutti quelli che sono appassionati di innovazione e che fanno innovazione. C’è prima un momento di “palestra delle startup” dove 4 team presentano il proprio progetto d’impresa, che può essere anche un’idea, avendo la possibilità di avere feedback immediati da tutta la community. È un’opportunità questa davvero importante sia per le startup che muovono i primi passi sia per quelle già avviate perché consente di avere consigli, opinioni e anche critiche dai  diversi operatori della filiera dell’innovazione. Altro momento importante degli appuntamenti di NAStartUp è  il networking finale che nasce proprio per facilitare lo scambio di idee e  il confronto di esperienze tra i presenti all’evento. Esistono certamente iniziative come NAStartUp su tutto il territorio, ma non con la stessa continuità e spesso senza poter contare sulla forza di una community capace di accelerare tutti coloro che ne fanno parte.

Non voglio chiederti quali sono i punti a sfavore del nostro territorio, voglio chiederti quali sono i nostri punti di forza?

I punti di forza  del nostro territorio sono tanti. Innanzitutto la creatività che ci permette di affrontare le difficoltà in maniera originale e di dar vita a progetti unici. Abbiamo poi settori d’eccellenza e di grande tradizione come il turismo, il food e l’artigianato, che oggi per continuare ad essere dinamici ed attrattivi devono guardare all’innovazione.  Viviamo in una terra ricca di meraviglie storiche e paesaggistiche che ci aiutano a vivere meglio e che spesso sono una fonte straordinaria d’ispirazione per chi ha voglia di fare. E poi penso che proprio i tanti problemi del nostro territorio fa sì che chi vive al Sud abbia maggiore voglia di fare e non mollare di fronte alle difficoltà.

Che cosa manca, secondo te, al mondo delle startup italiane per confrontarsi ad armi pari nel mondo?

Penso che la scena italiana delle startup e dell’innovazione abbia caratteristiche uniche rispetto a quelle europee o americane. L’economia italiana si basa su tessuto di piccole e medie imprese che lavorano in settori tradizionali. E il successo delle startup, secondo me, dipende proprio dall’ecosistema in cui nascono. Per generare innovazione c’è  bisogno di politiche favorevoli, di una mercato finanziario strutturato, ma anche di imprese aperte all’innovazione e alla collaborazione. Negli ultimi due anni in Italia il mondo delle startup è cresciuto del 14%  e oggi si possono contare più di 6 mila startup.  Un risultato possibile grazie già  alle agevolazioni normative, fiscali e burocratiche, ma è necessario lavorare sull’importanza di fare rete affinché non ci sia alcuna dispersione di innovazione, ricerca e capitale umano.

Potete seguire gli aggiornamenti e i prossimi appuntamenti di NA Startup sui loro canali:

FB: NA Startup

TW: @NAStartUp

Sito: nastartup.it

 

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Fabrizio Mancuso
Founder di start, innovatore per passione, cerco da anni di spiegare a mio nonno che cosa faccio, ma non ci sono mai riuscito!

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