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CrowdFunding, Innovazione, Start Up

Luca Tesauro e Giffoni Innovation Hub: innovazione culturale e digitale,

Spesso si sente dire che l’innovazione nel sud Italia va a rilento, che si incontrano ostacoli enormi e che non ci sono paragoni con altre realtà. Tutto sbagliato, e ci sono le prove. Giffoni Innovation Hub è, ormai da anni, una realtà consolidata, un contenitore di idee, talenti e prospettive diverse.

Ne parliamo con Luca Tesauro, founder di Giffoni Innovation Hub e giudice della finale di Startaward2016!

Ciao Luca! Prima di tutto raccontaci un po’ di te e di Giffoni Innovation Hub!

Per metà napoletano e per metà giffonese, ho iniziato a lavorare nel 2004 con il Giffoni Film Festival occupandomi dell’ufficio stampa e fino al 2014 come communication manager, interessandomi anche ad altri progetti in ambito internazionale e in ambito sociale. Nel 2014 ho aperto, insieme al direttore e founder di Giffoni, Claudio Gubitosi, un dipartimento dedicato all’innovazione. Una dimensione nella quale esprimere al meglio il naturale sviluppo del processo di evoluzione dell’idea stessa di Giffoni: da festival a experience, da hub di connessioni globali a holding industriale della cultura e della creatività. Un settore, quello delle “Creative Industries”, che solo in Europa genera un fatturato di 540 miliardi di euro con più di 7 milioni di posti di lavoro. Non è un caso che aziende come Apple e Cisco abbiamo scelto di creare i loro nuovi hub europei in Campania. Una regione con un potenziale creativo straordinario. Nel 2015, con Roberto Esposito, founder di DeRev, e Orazio Maria Di Martino, abbiamo fondato la società Giffoni Innovation Hub srl (www.giffonihub.com), con l’obiettivo di progettare e realizzare format ed eventi nel mondo dell’innovazione culturale e digitale, supportando startup, aziende, organizzazioni ed enti pubblici nell’elaborazione di nuove strategie e soluzioni creative, nello sviluppo dei progetti e nella gestione efficace delle relazioni pubbliche e commerciali.

Luca Tesauro - foto GIH

 

Così come con la maggior parte delle attività di GIH, con il “Recanati Experience Digital Days” avete coinvolto bambini e ragazzi dalla scuola primaria a quella secondaria di secondo grado. Quanto è importante coinvolgere i ragazzi fin da piccoli su tematiche come l’innovazione, il digitale in generale e l’auto-imprenditorialità?

L’alfabetizzazione digitale è un percorso fondamentale per la crescita e la formazione dei ragazzi e del loro patrimonio di conoscenze, sia sul piano personale che professionale. I Digital Days sono laboratori incentrati su queste tematiche che coinvolgono studenti delle scuole primarie e secondarie. Abbiamo proposto questo format insieme a Giffoni Experience per la prima volta a Recanati nel 2015, dove ha riscosso un grande successo tanto da essere replicato quest’anno. Un progetto il cui programma è costruito in piena sintonia con la città di Recanati, con il Sindaco Francesco Fiordomo e la sua amministrazione comunale e con il supporto di aziende quali Eli-La Spiga e Optima Italia. Insieme ai nostri partner DPixel, Aulab, Drone Experience, Campus l’infinito, Campania Elektronenklang e Freakout Magazine, abbiamo realizzato un evento che in tre giorni ha coinvolto circa 1000 bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni, con laboratori di creatività, musica elettronica e autoimprenditorialità. Dal 2015 ad oggi abbiamo realizzato sei Digital Days in Italia e due all’estero. Abbiamo in programma di esportarlo, sempre insieme a Giffoni Experience, in tutto il mondo.

recanati

Invece con il progetto “Ciak si guida” avete utilizzato il gaming per spiegare l’importanza della sicurezza in strada da pedoni e da guidatori. La gamification e l’educazione digitale sono il futuro e andranno a sostituire i vecchi metodi educativi?

I vecchi metodi non possono essere sostituiti perché rimangono comunque fondamentali per l’educazione, come ad esempio il metodo montessoriano che sta tornando in auge soprattutto in questi ultimi anni. C’è, comunque, un gap formativo da riempire dal punto di vista dell’insegnamento, perché molto spesso i ragazzi, anche in giovane età, sono più abituati a interagire, a capire e imparare attraverso le nuove tecnologie come i videogiochi. È un modo diverso per utilizzare un linguaggio alternativo e divertente per educare le nuove generazioni anche su tematiche sociali come la sicurezza stradale.

 

Da poco avete anche dato vita ad una piattaforma di Crowdfunding in collaborazione con DeRev, destinata a progetti artistici e culturali, il futuro è solo dal basso?

Con DeRev abbiamo una partnership dal 2014, e in due anni abbiamo già sostenuto e accelerato una ventina di progetti creativi, culturali, artistici e digitali. Da quest’anno abbiamo fatto anche un passaggio successivo creando la nostra piattaforma dedicata: giffonicrowdfunding.com, con la quale selezioniamo i migliori progetti che saranno poi portati a Giffoni in occasione del Festival, in un evento dedicato. Il crowdfunding sta diventando, anche in Italia, sempre di più uno strumento fondamentale non solo per raccogliere fondi dal basso, ma anche per testare il prodotto, che sia culturale, artistico o tecnologico. Uno dei punti di forza della nostra piattaforma, oltre alla partnership con DeRev, principale operatore italiano del crowdfunding recentemente nominato tra i primi cinque in Europa secondo un rapporto della Commissione Europea, è quello di avere alle spalle il brand Giffoni, riconosciuto e apprezzato in ogni parte del mondo. Ai progetti che si candidano offriamo, inoltre, la consulenza nel lancio di ciascuna raccolta fondi e una campagna di visibilità e promozione attraverso ufficio stampa e social media.

 

Per il futuro, quali sono i prossimi progetti di GIH?

Sicuramente il brand Giffoni, grazie al lavoro che stiamo portando avanti con l’hub, sta entrando anche in tutti quei settori che riguardano l’ecosistema dell’innovazione italiano e internazionale. Uno dei nostri obiettivi a lungo termine, oltre continuare a contribuire all’educazione dei giovani attraverso i nuovi linguaggi, sarà quello di arricchire la community dei talenti che vogliono lavorare nel settore delle industrie creative, supportati dal marchio Giffoni. Con la nascita della Multimedia Valley, importantissima per il sud Italia, vogliamo essere aggregatori di processi e di innovazioni cosi come, ad esempio, sta facendo il progetto Startaward per l’Unisa e come altre realtà in Campania, anche grazie al supporto della Regione, che con l’Assessorato alle Startup, all’innovazione e internazionalizzazione sta contribuendo a portare la nostra regione tra le più attive e produttive nella italian rainforest.

 

Chiudiamo con una domanda difficile: che consiglio daresti ad uno studente che vuole intraprendere la strada dell’autoimprenditorialità?

Il primo consiglio è quello di studiare, leggere tantissimo, fare quante più esperienze possibili, ampliando quotidianamente il proprio bagaglio di conoscenze e condividendo le proprie idee e passioni con chi già lavora in questo settore. Mettersi alla prova, rischiare, esplorare, approfondire, focalizzare e lavorare duro h24 sette giorni su sette senza pausa. I risultati prima o poi arriveranno.

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Fabrizio Mancuso
Founder di start, innovatore per passione, cerco da anni di spiegare a mio nonno che cosa faccio, ma non ci sono mai riuscito!

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