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Innovazione, Marketing, Social Media

Jeff Bezos guadagna 6 miliardi in venti minuti e sceglie i prossimi rivali: il punto sulle strategie di Amazon

Quale base consolidata del raggiungimento di un obiettivo, come ben sappiamo, deve porsi una strategia solida in cui bisogna fermamente credere.

Avrà creduto molto nelle sue Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon, che è riuscito a guadagnare la modica cifra di 6 miliardi di dollari in soli 20 minuti, grazie ad un apprezzamento record delle sue azioni (un salto da 678.5 dollari a 704.8 dollari), il quale ha portato il gigante dell’e-commerce a registrare il miglior trimestre della propria storia e l’imprenditore statunitense a “sfiorare” il podio degli uomini più ricchi al mondo. Secondo un’ analisi di Bloomerg, infatti, Bezos verrebbe preceduto solamente da Bill Gates, Amancio Ortega e Warren Buffett.

 

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Un risultato che sarà suonato come una disfatta, in quanto il buon Jeff non ha perso tempo per annunciare l’uscita di Amazon Video Direct, una piattaforma di video sharing che lancia il guanto di sfida a Youtube. Non è la prima volta che il gigante di Seattle mira a competere con realtà leader di settori differenti dal contesto in cui opera. Che sia proprio l’ambizione della sfida e di spingersi oltre i propri confini, senza timori, che farà di Amazon una macchina sempre più potente? Chi meglio di Jeff Bezos, d’altronde, potrebbe comprendere che, oltre all’e-commerce nella sua forma più pura, ci siano altri ambiti in cui poter affermare la propria identità?

E così, lo scorso aprile, prima di invitare sul ring un pezzo da novanta come Youtube (argomento sul quale torneremo tra un attimo), lo fa con un altro futuro competitor che non è proprio tra gli ultimi arrivati: Netflix.

Decide, infatti, di offrire ai propri clienti un servizio streaming on demand, Prime Video, andandolo a scorporare da un pacchetto più ampio e costoso, Amazon Prime. Gli utenti, dunque, pagando 8,99 dollari al mese, avranno la possibilità di godersi tutti i contenuti in hd, alcuni dei quali costituiscono un’esclusiva di Amazon, potendo scaricarli e guardarli quindi anche in modalità offline, ad un dollaro in meno rispetto all’abbonamento di Netflix.

A distanza di pochissimo tempo dalla presentazione di Prime Video, inoltre, Bezos lancia il nuovo servizio Amazon Video Direct. Questa volta il principale destinatario, come precedentemente anticipato, sono le quote di mercato di Youtube.

Amazon Video Direct è una piattaforma attraverso la quale i video makers avranno la possibilità di creare e condividere contenuti di qualità, arricchiti di sottotitoli per non udenti, con i clienti di Amazon (o anche solamente con gli abbonati di Amazon Prime e Prime Video), facendo affidamento all’opportunità di scegliere la modalità di pagamento: noleggio, vendita, pubblicità, royality. Allo stesso modo, in quanto servizio creato principalmente per coloro i quali della produzione video ne fanno una professione o che, più generalmente, hanno la capacità di creare contenuti di elevata qualità, Amazon ha deciso di offrire un bonus mensile di 1 milione di dollari che verrà diviso tra i 100 migliori titoli.

Che la televisione si stia pian piano spostando verso lo streaming è ormai risaputo, tant’è che Netflix non dovrà riguardarsi solo da Amazon, ma anche da Youtube (vedi Youtube Unplugged); che lo stesso Youtube debba guardarsi le spalle, tra gli altri, da Amazon era una cosa che non tutti, invece, si aspettavano. In questa fase di continua evoluzione nulla è scontato, tutto è possibile ed ognuno è in gioco. Bezos, dunque, mettendo un piede nel mercato della tv on demand ed un altro in quello dello user-generated content, ha pensato che le giuste strategie innovative potrebbero portare a far diventare la sua creatura molto più di ciò che è, ovvero un gigante della multimedialità. Se così fosse, questo primo trimestre del 2016 avrà probabilmente rappresentato solo l’antipasto di un lungo pranzo matrimoniale.

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GianMarco Forte
Laureando in economia aziendale, intento a scoprire i meandri più nascosti di questo mondo dell’ innovazione. Nella prossima vita accontenterò mia madre e proverò a fare il medico.

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